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martedì 11 gennaio 2011

Black Swan

Il magico e crudele mondo della danza è lo sfondo di questo film, nel quale Nina ( Natalie Portman) ballerina professionista della compagnia di ballo di New York, brama con tutta se stessa il ruolo di Regina dei cigni, nell'opera Il lago dei cigni. Nina è una perfezionista, ha una madre oppressiva ex ballerina che non ha mai accettato di aver lasciato la sua carriera. E' una ragazza molto -forse troppo-  rigida e senza distrazioni,  tutta il contrario di come la vorrebbe Thomas (Vincent Cassel), il suo insegnante di danza, che la vede perfetta per il ruolo del cigno bianco, fragile e pavido, ma non abbastanza per quello del cigno Nero di gran lunga più seducente e ingannatore. Nina prende il posto di Beth  (Winona Rider), ballerina ormai adulta, vecchia, ma perfetta, cercando di imitarne la perfezione in tutto e per tutto. Conosce Lily ( Mila Kunis) , una nuova ballerina appena arrivata nella compagnia, brava, seducente e provocante che può certamente soffiare il ruolo da sotto il naso a Nina, che si trova a sua volta nei panni di chi vede rubarsi in un lampo la carriera e il ruolo di protagonista. Qualcosa inizia a cambiare, Nina vede strane cose e sente strane voci:  realtà o allucinazione?
 Darren Aronofksy regista di Black Swan dirige un thriller psicologico nel quale al principio di tutto vi è la mente di Nina, nella quale avviene lo sviluppo di una seconda personalità, probabilmente da sempre presente, ma offuscata e nascosta dalla determinazione dalla fragilità e dalla concentrazione assoluta sull'essere a tutti i costi una ballerina perfetta. Natalie Portman che ha un passato ( e si vede) da ballerina classica,  tiene in piedi il film tutto da sola, spalleggiata dalla Kunis che si ritrova alla grande nel ruolo di  donna provocatrice e pericolosa. Un'anonima Winona Rider invece, nel ruolo di Beth, che per la cronaca interpreta una ragazza/donna arrabbiata ed emarginata...di nuovo!
Fondamentalmente il film è comprensibile soprattutto per un pubblico che sa qualcosa del balletto, che conosce  il mondo della danza e quanto possa essere pericolosa e subdola la rivalità fra ballerine e di quanto oltre possa spingersi una ballerina per ottenere IL ruolo che sogna da una  vita.


Nina: Lo sentivo..
Thomas: cosa?
Nina:  Mi sentivo perfetta...Ero Perfetta

mercoledì 8 dicembre 2010

Nowhere Boy



Un ragazzo che non va da nessuna parte, così viene definito il giovane John Lennon (Aaron Johnson) appena diciassettenne, dal preside della  sua scuola.  Un ragazzo che non ha niente da perdere, un po' spaccone, ma intelligente e col ciuffo alla Elvis, che cresce in casa di zia Mimi e zio George in una Liverpool degli anni '50. Un'adolescenza tormentata la sua, come lo sarà anche tutta la sua vita, a partire dal rapporto con la sua famiglia, soprattutto con sua madre, donna debole, ma piena di amore per suo figlio che lo lascia a soli cinque anni alle apprensive attenzioni della zia. John va a scuola, fa le sue prime esperienze e conosce la musica e mette su una band  The Quarryman (che poi diventerà The Beatles) tramite la quale conoscerà un altrettanto giovane e imbranatello Paul McCartney ( Thomas Sangster) e un entusiasta, ma poco visibile George Harrison (Sam Bell). Ritrova l'affetto  sconfinato di una madre, imparando veramente a conoscerla e ad apprezzarla per quanto si  può  apprezzare e  conoscere una madre,  scoprendo segreti mai detti, incomprensioni e sofferenze tipiche, a quanto pare, della famiglia Lennon.
Nowhere Boy è il  primo lungometraggio per il cinema diretto da Sam Taylor -Wood del 2009  tratto dal libro Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon scritto da Julia Baird, sorellastra di John. La regista ci prova e ci riesce almeno in parte a raccontare, appunto, uno sprazzo di vita del discusso Lennon ( un po troppo belloccio) con un'amarezza di fondo che non riesce mai a svanire realmente, rendendo le strade di Liverpool ancora più scure.  








Paul: se vogliamo provarci dobbiamo scrivere pezzi nostri
John: io scrivo ogni tanto... storie.. più che altro poesie
Paul: Aggiungi la musica e sono canzoni!

martedì 16 novembre 2010

La prima cosa bella

Tutto comincia con una pallonata in faccia. Un modo più che efficace per svegliarsi dal torpore di una vita insignificante, triste senza uno scopo.Non solo, una pallonata che finirà per svegliare Bruno ( Valerio Mastrandrea), un professore di Milano, depresso e semi- tossico e che lo porterà ad un'imminente confronto. Valeria (Claudia Pandolfi), sorella di Bruno, lamentosa e matura lo costringerà ad affrontare un viaggio nella città natìa Livorno per assistere la madre ormai malata terminale. Attraverso innumerevoli flashback un'altra vita si affaccia sullo schermo, la vita di Anna ( Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli) giovane madre di Bruno e Valeria, spensierata, ironica senza paura,  sicuramente imperfetta e soffocata  dal marito geloso e possessivo. Lei, dolce donna innamorata dei suoi figli, vuole in tutti i modi vivere la sua esistenza al meglio, commettendo errori  e abusando della sua ingenuità senza mai dimenticarsi dei suoi bambini. L'eterno conflitto genitori-figli un argomento molto trattato nel cinema, che troviamo in questo film più presente che mai. Bruno scappa dalla sua realtà, fugge via da una mamma buona sì, ma imbarazzante, non ce la fa a reggere la pesantezza dei commenti dei suoi amici dei suoi concittadini. Ma torna, quando ormai Anna non ha più nessun rimorso e non ha paura nemmeno di fronte alla morte. Perchè basta una passeggiata tra le vetrine dei negozi, un giro in motorino e una canzone per far passare ogni timore, cancellare ogni rimpianto e per rendere tutto più divertente.  Paolo Virzì degno regista di tanto film, incastra lo spettatore  facendogli vivere una storia calda e popolare attraverso la quale  molte persone si sono riconosciute.
 La prima cosa bella, titolo tratto dall'omonima canzone di Nicola di Bari,  ha avuto il successo che meritava, con ben 18 nomination ai David di Donatello conquistando i premi per la miglior sceneggiatura e miglior attore e attrice protagonista, rispettivamente consegnati a Valerio Mastrandrea e Micaela Ramazzotti, già protagonista in ''Tutta la vita davanti'' dello stesso Virzì. Non solo, il film di Virzì è stato scelto nella categoria per il miglior film straniero dalla Academy Awards agli Oscar 2011. In sostanza La prima cosa bella rimane una pellicola stracolma di sentimenti  grazie alle ineccepibili performance di tutto il cast , un film trasparente che porta direttamente al concetto di ''famiglia'' che è poi il nucleo di tutto il film.

Bruno e Valeria
"Almeno tu fossi diventato ricco e famoso."
"Invece povero e ignoto."
"Imbecille..."
"Nemmeno... Normale, che è peggio."

sabato 7 agosto 2010

Il bambino con il pigiama a righe

Germania anni ‘40.

Bruno (Asa Butterfiled) ha otto anni, anche Shmuel  ( Jack Scanlon ) ne ha otto,ma non vivono la loro infanzia in egual modo. Il primo, figlio di un autoritario ufficiale delle S.S. è costretto a lasciare la cara Berlino ed i suoi amici a causa del trasferimento di suo padre ed è un appassionato di storia di avventure, che da grande vuole fare l’esploratore. Il secondo è costretto a lasciare la sua casa con la forza a causa della sua religione. Nella nuova casa Bruno si annoia, non riesce a farsi nuovi amici perche in realtà non ce ne sono. Nota però, strani movimenti all’interno della villa, ogni tanto una persona con una divisa a strisce entra in cucina ed inizia a pelare le patate, vede fumo nero uscire dalle ciminiere dietro casa e gli è proibito andare sul retro. Perché?
Smhuel nella sua nuova casa invece ha molti bambini intorno a lui, ma non riesce a farci amicizia e preferisce starsene da solo, lo fanno lavorare e portare carriole piene di mattoni. Perché?
Un sentiero lungo il bosco che divide la villa al campo congiungerà i due bambini e finirà per legarli in una profonda amicizia. Innocenza e consapevolezza sono i due temi principali del film: l’innocenza di Bruno e le sue domande rivolte all’amichetto, che non capisce di essere così fortunato a stare in un campo pieno di bambini con cui poter giocare e avere un pigiama così carino a strisce bianche e blu. L’innocenza di Elsa ( una struggente Vera Farmiga) la madre di Bruno, che crede che vada tutto bene e che il lavoro di suo marito sia solo un servire la patria con orgoglio e dignità. Contrapposta è la consapevolezza di Shmuel che nonostante il suo essere solo un bambino, capisce, vede con i suoi occhi le atrocità del campo di concentramento e aspetta tutti i giorni l’arrivo di Bruno per poter parlare con lui e giocare a dama. Il regista Mark Herman dirige questo bellissimo film permettendo al pubblico di guardarlo con gli occhi di due bambini, due punti di vista completamente diversi tra loro che nella loro discordanza porterà le loro vite ad un unico destino. Il bambino con il pigiama a righe è si, una favola su un’amicizia inossidabile, ma non ha un lieto fine proprio come nella Storia non vi è la presenza di un lieto fine vero e proprio. Il legame così speciale e puro che li tiene uniti sarà, seppur triste, il giusto e unico finale degno di questo film.

Bruno
tu sei il mio miglior amico Shmuel...il mio amico per la pelle.

venerdì 6 agosto 2010

Espiazione

Inghilterra 1935, Briony Tallis ( Saoirse Ronan) è una ragazzina che ama scrivere commedie, leggere e vagare nella sua fervida fantasia. Ha una sorella maggiore, Cecilia ( Keira Knigthley) spigliata e un po’ ribelle. Briony da lontano osserva, colpita dalla noia di una vita agiata, il rapporto di insolita amicizia tra Cecilia e Robbie Turner ( James McAvoy), il figlio della governante, equivocando e mutando quel rapporto in qualcosa di scandaloso. Tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan , il film di Joe Wright viene diviso in tre parti e racconta appunto il pentimento e il sentimento di impotenza di una bambina-annoiata/ragazza- infermiera durante la guerra/donna adulta e scrittrice, nell’intero arco della sua vita fino a quando divenuta un’anziana famosa e rispettata affetta da demenza senile, cercherà di restituire la degna fine di una storia a chi, anni prima, l’aveva ingiustamente tolta senza un attendibile motivo. Troviamo il tema dell'errore e del pentimento e tutto ciò che ne deriva, solitudine frustrazione voglia di ricominciare, per vivere come se nulla fosse capitato, come se quella bambina in realtà non avesse mai visto nulla, ma in realtà le prospettive saranno sempre diverse, chiunque può vedere qualcosa e altri guardando la stessa cosa potranno interpretare nuovi e più intensi significati.
In fondo cos’è un dubbio e come si insinua nella nostra mente? Attraverso il sospetto.. e cos’è il sospetto se non il risultato delle varie macchinazioni del pensiero? Vedere. Interpretare. Riflettere. Dimostrare. Nonostante non si abbia la certezza di ciò che i propri occhi vedono e di ciò che automaticamente il proprio cervello induce a pensare.


Robbie Turner

Quanti anni bisogna avere per capire la differenza tra giusto e sbagliato?

lunedì 2 agosto 2010

La vie en Rose - La Môme

Andamento ricurvo e goffo, capelli radi, corpicino gracile e una voce potente e magnifica. E' questa la descrizione della celebre icona della canzone francese Edith Piaf raccontata in una pellicola di Olivier Dahan del 2007 presentato al Festival di Berlino. Fin dalla sua tragica infanzia Édith Giovanna Gassion, interpretata da una versatilissima Marion Cotillard, vincitrice dell'oscar come miglior attrice protagonista e anche un Golden Globe, La Môme cresce in totale povertà, trascurata dalla madre una mediocre cantante di strada ( interpretata da Clotilde Courau) e dal padre circense. Nei sobborghi più sudici di una Parigi del 1918 verrà affidata alla nonna,  proprietaria di un bordello conquistandosi l'affetto delle ragazze. Fino ad arrivare al successo avuto grazie a Louis Leplée ( Gérard Depardieu) un impresario che la scorgerà all'angolo di una strada durante una sua esibizione. Sarà proprio lui a darle il nome d'arte "La Môme Piaf". Dahan sceglie di non dare un ordine cronologico a questa geniale cinebiografia, instaurando un gioco di richiami e di correlazioni donando al film un effetto narrativo eccellente. Una vita travagliata la sua, a causa del suo fisico malato e dall'abuso di droghe ed alcool. Troviamo nel film, girato in parte in Francia e in parte a Praga, una somiglianza quasi incredibile della Cotillard con la vera Edith Piaf nelle performance di "Milord" "Padam... Padam" e "Hymne à l'amour", gestualità e pose impacciate come se in realtà si sentisse sempre fuori luogo e nel posto sbagliato tranne che in una scena, l'ultima, sul palcoscenico dell'Olympia mentre canta il suo ultimo straziante inno alla vita " Non, Je ne regrette rien" ritrovando per qualche minuto la forza di cantare ancora una volta e la voglia di vivere, seppur malamente, senza nessun rimpianto.




Marion Cotillard

Giornalista: Lei è una grande artista.
Edith Piaf: È perché ho messo i tacchi...



sabato 31 luglio 2010

Baarìa

Interpretato da un cast corale, il film ha inaugurato la 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Bagheria, piccolo comune siciliano è il luogo dove tutto il film si svolge. Paesino impregnato di tradizioni cultura superstizioni e colori. E’ La storia della famiglia Peppino Torrenuova ( Francesco Scianna) chiamato da tutti “Peppino il comunista” da sempre affascinato dal mondo della politica e che si innamora della bella Mannina (Margaret Madè) nonostante le opposizioni della famiglia di lei e una fuitina non proprio nella norma. Il film racconta la Storia a partire dalle guerre mondiali, per arrivare al fascismo comunismo e socialismo e con riferimenti alla mafia. Tornatore vuole farci tornare nella Bagherìa del passato dove era presente l’importanza della famiglia e del lavoro e dell’impegno nella politica e del dialetto, tutto il film infatti è parlato in dialetto siciliano. Quello che si percepisce guardando Baarìa è una sorta di magico incanto che concede di guardare con occhi sognanti il film proprio di Tornatore, il film della sua vita che gli appartiene più di tutti che parla della sua amata terra. Le principali ambientazioni sono state proprio a Bagherìa, altre scene invece in una Bagherìa ricostruita a Tunisi. Troviamo un cast ricchissimo di attori tra i quali, Giancarlo Giannini, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Raoul Bova, Beppe fiorello , Luigi Lo cascio e molti altri. Tornatore ha giustificato la presenza di tanti attori dichiarando di aver preferito dare la parte da protagonisti a due attori meno conosciuti e tenere i tanti camei per gli attori più famosi proprio per dare un maggior interesse all’insieme condite con le meravigliose musiche del maestro Ennio Morricone, con le scene della corse a perdifiato del bambino e dei paesani che, finita la guerra corrono a raccattare mobili e porte, per avere un cimelio di guerra. Tornatore vuole fare un bel film e far letteralmente sognare il suo pubblico. Con Baarìa si direbbe obiettivo raggiunto.

Peppino Torrenuova al figlio
Noi Terranuova vorremmo abbracciare il mondo, ma abbiamo le braccia troppo corte.

sabato 3 luglio 2010

Il labirinto del fauno


Nella spagna del 1944 vediamo salire al potere Francisco Franco dopo la fine della guerra civile.Il labirinto del fauno ,film del 2006 scritto e diretto da Guillermo del Toro, creatore di Hellboy e Blade II ,racconta la storia di Ofelia ( Ivana Baquero), una bambina la cui madre decide di risposarsi con il diabolico capitano Vidal ( Sergi Lopez) dopo essere rimasta vedova. Ofelia però soffre segretamente, e si rifugia nel mondo dei libri e delle favole. Una notte ,scopre un sinistro labirinto e verrà in contatto con un regno magico sorvegliato da uno spaventoso fauno che le rivelerà di essere proprio la principessa di quel mondo sotterraneo e per raggiungerlo di nuovo dovrà superare tre prove molto pericolose. Il labirinto del fauno ha avuto un enorme successo internazionale, aggiudicandosi ben tre Oscar nel 2007, per la fotografia, per la scenografia e per il trucco ed è proprio grazie al trucco che il film verrà considerato un fantasy/horror  viste le  straordinarie trasformazioni di Doug Jones nel personaggio del Fauno e dell'uomo pallido. Quella che vuole raccontarci Guillermo del Toro è una storia di soprusi e innocenza, una storia nella quale non c’è via di scampo se non nell’effimero mondo della fantasia. Le musiche hanno certamente una grande importanza, create appositamente per questo film, le note struggenti spettrali e spettacolari accompagnano la nostra eroina Ofelia durante tutta la sua avventura permettendo a chi guarda di entrare in un universo parallelo popolato da fate e mostri, dimenticando per un po’ i veri mostri, che tutt’ora abitano la terra.


Il fauno (Doug Jones)


La vostra anima rimarrà per sempre legata al mondo dei comuni mortali, invecchierete come loro, morirete come loro... Il tempo consumerà la vostra memoria e noi spariremo con essa. Non ci rivedrete mai più
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