E chi ti dimentica!
Film, Telefilm, Musica e chi più ne ha più ne metta! Il tutto recensito dalla sottoscritta!
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venerdì 25 febbraio 2011
mercoledì 19 gennaio 2011
Storie di Quartiere
Oggi ci allontaniamo un po' dalle recensioni dei grandi film, per parlare di una serie di video che attualmente si possono trovare su youtube intitolata Storie di Quartiere, ideati ed interpretati da un mio amico, Giampiero Mannoni ( al momento occupato nel tour di "Le allegre comari di Windsor" con Leo Gullotta) e da suo zio Emiliano Corrias. Okay, detto così potrebbe sembrare la solita solfa, due persone che fanno video su youtube, cercando a tutti i costi di arrivare chissà dove e attirare il più possibile l'attenzione degli utenti. Personalmente trovo questi brevi sketches molto divertenti, esilaranti e del tutto privi di presunzione. Sono semplicemente due ragazzi che interpretano in ogni storia, un luogo comune del tipico "Romano Doc.", dal coatto al finto-bullo al pauroso. Non si fanno mancare l'accento romanesco che diciamolo, ci sta bene e messo al punto giusto fa anche ridere.
Ecco il video intitolato "Il maniaco e L'avvocato" ultimo episodio della serie, dove uno strambo assassino tenta con non poche difficoltà di concludere il suo lavoro...ma i suoi piani andranno come previsto?
Se volete passare un po' di tempo all'insegna del divertimento fatevi un giro nel web e cercate Storie di Quartiere su Youtube!
Buona Visione!!
martedì 11 gennaio 2011
Black Swan
Darren Aronofksy regista di Black Swan dirige un thriller psicologico nel quale al principio di tutto vi è la mente di Nina, nella quale avviene lo sviluppo di una seconda personalità, probabilmente da sempre presente, ma offuscata e nascosta dalla determinazione dalla fragilità e dalla concentrazione assoluta sull'essere a tutti i costi una ballerina perfetta. Natalie Portman che ha un passato ( e si vede) da ballerina classica, tiene in piedi il film tutto da sola, spalleggiata dalla Kunis che si ritrova alla grande nel ruolo di donna provocatrice e pericolosa. Un'anonima Winona Rider invece, nel ruolo di Beth, che per la cronaca interpreta una ragazza/donna arrabbiata ed emarginata...di nuovo!
Fondamentalmente il film è comprensibile soprattutto per un pubblico che sa qualcosa del balletto, che conosce il mondo della danza e quanto possa essere pericolosa e subdola la rivalità fra ballerine e di quanto oltre possa spingersi una ballerina per ottenere IL ruolo che sogna da una vita.
Nina: Lo sentivo..
Nina: Lo sentivo..
Thomas: cosa?
Nina: Mi sentivo perfetta...Ero Perfetta
Nina: Mi sentivo perfetta...Ero Perfetta
mercoledì 8 dicembre 2010
Nowhere Boy
Un ragazzo che non va da nessuna parte, così viene definito il giovane John Lennon (Aaron Johnson) appena diciassettenne, dal preside della sua scuola. Un ragazzo che non ha niente da perdere, un po' spaccone, ma intelligente e col ciuffo alla Elvis, che cresce in casa di zia Mimi e zio George in una Liverpool degli anni '50. Un'adolescenza tormentata la sua, come lo sarà anche tutta la sua vita, a partire dal rapporto con la sua famiglia, soprattutto con sua madre, donna debole, ma piena di amore per suo figlio che lo lascia a soli cinque anni alle apprensive attenzioni della zia. John va a scuola, fa le sue prime esperienze e conosce la musica e mette su una band The Quarryman (che poi diventerà The Beatles) tramite la quale conoscerà un altrettanto giovane e imbranatello Paul McCartney ( Thomas Sangster) e un entusiasta, ma poco visibile George Harrison (Sam Bell). Ritrova l'affetto sconfinato di una madre, imparando veramente a conoscerla e ad apprezzarla per quanto si può apprezzare e conoscere una madre, scoprendo segreti mai detti, incomprensioni e sofferenze tipiche, a quanto pare, della famiglia Lennon.Nowhere Boy è il primo lungometraggio per il cinema diretto da Sam Taylor -Wood del 2009 tratto dal libro Imagine: Growing Up with My Brother John Lennon scritto da Julia Baird, sorellastra di John. La regista ci prova e ci riesce almeno in parte a raccontare, appunto, uno sprazzo di vita del discusso Lennon ( un po troppo belloccio) con un'amarezza di fondo che non riesce mai a svanire realmente, rendendo le strade di Liverpool ancora più scure.
Paul: se vogliamo provarci dobbiamo scrivere pezzi nostri
John: io scrivo ogni tanto... storie.. più che altro poesie
Paul: Aggiungi la musica e sono canzoni!
martedì 16 novembre 2010
La prima cosa bella
Bruno e Valeria
"Almeno tu fossi diventato ricco e famoso."
"Invece povero e ignoto."
"Imbecille..."
"Nemmeno... Normale, che è peggio."
sabato 7 agosto 2010
Il bambino con il pigiama a righe
Germania anni ‘40.
Bruno (Asa Butterfiled) ha otto anni, anche Shmuel ( Jack Scanlon ) ne ha otto,ma non vivono la loro infanzia in egual modo. Il primo, figlio di un autoritario ufficiale delle S.S. è costretto a lasciare la cara Berlino ed i suoi amici a causa del trasferimento di suo padre ed è un appassionato di storia di avventure, che da grande vuole fare l’esploratore. Il secondo è costretto a lasciare la sua casa con la forza a causa della sua religione. Nella nuova casa Bruno si annoia, non riesce a farsi nuovi amici perche in realtà non ce ne sono. Nota però, strani movimenti all’interno della villa, ogni tanto una persona con una divisa a strisce entra in cucina ed inizia a pelare le patate, vede fumo nero uscire dalle ciminiere dietro casa e gli è proibito andare sul retro. Perché?
Smhuel nella sua nuova casa invece ha molti bambini intorno a lui, ma non riesce a farci amicizia e preferisce starsene da solo, lo fanno lavorare e portare carriole piene di mattoni. Perché?
Un sentiero lungo il bosco che divide la villa al campo congiungerà i due bambini e finirà per legarli in una profonda amicizia. Innocenza e consapevolezza sono i due temi principali del film: l’innocenza di Bruno e le sue domande rivolte all’amichetto, che non capisce di essere così fortunato a stare in un campo pieno di bambini con cui poter giocare e avere un pigiama così carino a strisce bianche e blu. L’innocenza di Elsa ( una struggente Vera Farmiga) la madre di Bruno, che crede che vada tutto bene e che il lavoro di suo marito sia solo un servire la patria con orgoglio e dignità. Contrapposta è la consapevolezza di Shmuel che nonostante il suo essere solo un bambino, capisce, vede con i suoi occhi le atrocità del campo di concentramento e aspetta tutti i giorni l’arrivo di Bruno per poter parlare con lui e giocare a dama. Il regista Mark Herman dirige questo bellissimo film permettendo al pubblico di guardarlo con gli occhi di due bambini, due punti di vista completamente diversi tra loro che nella loro discordanza porterà le loro vite ad un unico destino. Il bambino con il pigiama a righe è si, una favola su un’amicizia inossidabile, ma non ha un lieto fine proprio come nella Storia non vi è la presenza di un lieto fine vero e proprio. Il legame così speciale e puro che li tiene uniti sarà, seppur triste, il giusto e unico finale degno di questo film.
Bruno
tu sei il mio miglior amico Shmuel...il mio amico per la pelle.
Bruno (Asa Butterfiled) ha otto anni, anche Shmuel ( Jack Scanlon ) ne ha otto,ma non vivono la loro infanzia in egual modo. Il primo, figlio di un autoritario ufficiale delle S.S. è costretto a lasciare la cara Berlino ed i suoi amici a causa del trasferimento di suo padre ed è un appassionato di storia di avventure, che da grande vuole fare l’esploratore. Il secondo è costretto a lasciare la sua casa con la forza a causa della sua religione. Nella nuova casa Bruno si annoia, non riesce a farsi nuovi amici perche in realtà non ce ne sono. Nota però, strani movimenti all’interno della villa, ogni tanto una persona con una divisa a strisce entra in cucina ed inizia a pelare le patate, vede fumo nero uscire dalle ciminiere dietro casa e gli è proibito andare sul retro. Perché?
Smhuel nella sua nuova casa invece ha molti bambini intorno a lui, ma non riesce a farci amicizia e preferisce starsene da solo, lo fanno lavorare e portare carriole piene di mattoni. Perché?
Un sentiero lungo il bosco che divide la villa al campo congiungerà i due bambini e finirà per legarli in una profonda amicizia. Innocenza e consapevolezza sono i due temi principali del film: l’innocenza di Bruno e le sue domande rivolte all’amichetto, che non capisce di essere così fortunato a stare in un campo pieno di bambini con cui poter giocare e avere un pigiama così carino a strisce bianche e blu. L’innocenza di Elsa ( una struggente Vera Farmiga) la madre di Bruno, che crede che vada tutto bene e che il lavoro di suo marito sia solo un servire la patria con orgoglio e dignità. Contrapposta è la consapevolezza di Shmuel che nonostante il suo essere solo un bambino, capisce, vede con i suoi occhi le atrocità del campo di concentramento e aspetta tutti i giorni l’arrivo di Bruno per poter parlare con lui e giocare a dama. Il regista Mark Herman dirige questo bellissimo film permettendo al pubblico di guardarlo con gli occhi di due bambini, due punti di vista completamente diversi tra loro che nella loro discordanza porterà le loro vite ad un unico destino. Il bambino con il pigiama a righe è si, una favola su un’amicizia inossidabile, ma non ha un lieto fine proprio come nella Storia non vi è la presenza di un lieto fine vero e proprio. Il legame così speciale e puro che li tiene uniti sarà, seppur triste, il giusto e unico finale degno di questo film.
Bruno
tu sei il mio miglior amico Shmuel...il mio amico per la pelle.
venerdì 6 agosto 2010
Espiazione
Inghilterra 1935, Briony Tallis ( Saoirse Ronan) è una ragazzina che ama scrivere commedie, leggere e vagare nella sua fervida fantasia. Ha una sorella maggiore, Cecilia ( Keira Knigthley) spigliata e un po’ ribelle. Briony da lontano osserva, colpita dalla noia di una vita agiata, il rapporto di insolita amicizia tra Cecilia e Robbie Turner ( James McAvoy), il figlio della governante, equivocando e mutando quel rapporto in qualcosa di scandaloso. Tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan , il film di Joe Wright viene diviso in tre parti e racconta appunto il pentimento e il sentimento di impotenza di una bambina-annoiata/ragazza- infermiera durante la guerra/donna adulta e scrittrice, nell’intero arco della sua vita fino a quando divenuta un’anziana famosa e rispettata affetta da demenza senile, cercherà di restituire la degna fine di una storia a chi, anni prima, l’aveva ingiustamente tolta senza un attendibile motivo. Troviamo il tema dell'errore e del pentimento e tutto ciò che ne deriva, solitudine frustrazione voglia di ricominciare, per vivere come se nulla fosse capitato, come se quella bambina in realtà non avesse mai visto nulla, ma in realtà le prospettive saranno sempre diverse, chiunque può vedere qualcosa e altri guardando la stessa cosa potranno interpretare nuovi e più intensi significati.
In fondo cos’è un dubbio e come si insinua nella nostra mente? Attraverso il sospetto.. e cos’è il sospetto se non il risultato delle varie macchinazioni del pensiero? Vedere. Interpretare. Riflettere. Dimostrare. Nonostante non si abbia la certezza di ciò che i propri occhi vedono e di ciò che automaticamente il proprio cervello induce a pensare. Robbie Turner
Quanti anni bisogna avere per capire la differenza tra giusto e sbagliato?
lunedì 2 agosto 2010
La vie en Rose - La Môme
Marion Cotillard
Giornalista: Lei è una grande artista.
Edith Piaf: È perché ho messo i tacchi...
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